Le escursioni
La direzione, al fine di favorire i sig.ri camperisti nell'effettuare le escursioni alle citta' d'arte di Palermo, Cefalu', isole Eolie etc., offre gratuitamente e con mezzi propri il servizio A/R di accompagnamento alla vicina stazione ferroviaria. Inoltre avrete la possibilità di noleggiare auto a prezzi particolari.
Alesa
Dista solo 5 km ed è una zona di notevole interesse archeologico.
La città fu fondata da Arconide dinasta di Erbita nel 403 A.C. e
per questo fu detta Arconidèa. Secondo un'altra tradizione i fondatori
furono i Cartaginesi. Fu la prima città siciliana a passare dalla
parte dei Romani nel 263 A.C. e fu trattata con particolare favore, rendendola
città libera e immune. La decadenza iniziò all'età
Augustea, quando divenne un municipio governato da duòmviri, due
magistrati. Le mura, rafforzate da torri, circondavano interamente la città,
che aveva un impianto estremamente regolare, tipico dell'età ellenistica,
come si può vedere anche a Solunto. I resti dei due templi nella
parte più alta, l'agorà, colonnati e sacelli, podi e basamenti
di statue, pavimenti e materiali, la necropoli a nicchie fuori le mura,
danno insieme l'immagine di questa antica città.
S. Stefano di Camastra
Dista
10 km ed è una cittadina famosa per la lavorazione della ceramica
artigianale. Il centro fu fondato da Giuseppe Lanza, duca di Camastra, dopo
che una frana ebbe distrutto l'antico abitato. Il nuovo paese, più
vicino alla costa, in una zona ricca di cave di argilla, assunse la denominazione
di Camastra nel 1812. All'inizio dell'abitato antico, venendo da Palermo,
la chiesa del calvario, con l'attiguo convento; vicino è la sede
dell'Istituto d'arte per la ceramica, fondato nel 1934 sulla scia di una
tradizione artigianale locale che risale al '400, documentata nel Museo
permanente delle ceramiche. In piazza Duomo sorge la Chiesa madre San Nicola,
costruita tra il 1685 e il 1752. L'interno, a tre navate, è decorato
con stucchi e conserva una statua di scuola Gaginesca, la Madonna delle
Grazie, 1610, e due dipinti di Giuseppe Patania, pittore palermitano dell'800:
San Nicola libera i prigionieri, l'immacolata e i Santi Stefano Diacono,
Rosalia e Michele.
Pollina
A
15 km è un piccolo centro agricolo, dal paesaggio pittoresco, noto
per le rappresentazioni teatrali che durante l'estate vengono effettuate
nel teatro all'aperto di stile Greco Romano. Il paese è situato nelle
Madonie settentrionali, su un rilievo roccioso presso la costa tirrenica.
Si pensa che sorga sul sito dell'antica Apollonia. Si sviluppò nel
basso Medioevo intorno al castello concesso nel 1178 alla diocesi di Cefalù.
Dal 1321 divenne baronia dei Ventimiglia. Sulla sommità del paese
è la Chiesa Madre, riedificata nei primi decenni del XIX secolo.
L'interno, a tre navate, contiene almeno due opere di grande interesse:
una statua della Vergine delle Grazie e un bassorilievo, la Natività,
di Antonello Gagini. Con la tipica pietra del paese, di colore rosato, è
stato costruito il Teatro di pietrarosa, che ospita, in estate, rappresentazioni
del repertorio classico.
Cefalù
Dista
20 km ed è un centro turistico internazionale, famoso in tutto il
mondo. Il luogo fu abitato già in età pre-ellenica, com'è
documentato dalle numerose scoperte. La popolazione mantenne frequenti contatti
con i Greci della Sicilia orientale e con i Fenici della Sicilia Occidentale.
Nel 254 a.c. divenne città romana. Nel 1063 fu conquistata dai Normanni,
periodo d'inizio del grande splendore. Tra le attrazioni più rilevanti:
la villa comunale, la cinta muraria di struttura megalitica, la chiesa della
Catena, l'Osterio Magno (edificio fortificato di grande dignità architettonica,
forse di origine normanna), l'ex convento di Santa Caterina, l'oratorio
del Sacramento, il settecentesco palazzo vescovile, il Duomo, la chiesa
del Purgatorio, il lavatoio medievale, il tempio di Diana. Sono consigliate
escursioni vicino al santuario francescano di Gibilmanna, sulle Madonie
e sui Nebrodi, alle isole Eolie, a Solunto, Palermo e Monreale.
Tusa
Dista
9 km ed è un centro agricolo fondato da un gruppo di Alesini dopo
la sconfitta dei Cartaginesi, collaborando con i Romani. Il paese è
situato sui Nèbrodi occidentali, sul versante orientale del pizzo
Taverna. Nel suo territorio, su un colle a nord-est dell'abitato attuale,
sono le rovine dell'antica Halaesa. La città, fiorente in epoca romana
e ne i primi secoli del cristianesimo come sede di diocesi, venne poi distrutta
dagli arabi. L'attuale centro fu verosimilmente fondato dai profughi della
città distrutta. Città feudale, appartenne ai Ventimiglia
dal 1669 e quindi ai Torre e ai Branciforte. Il nucleo dell'abitato conserva
l'aspetto medievale. La Chiesa Madre si adorna di due statue di Scipione
Li Volsi, artista seicentesco nativo di Tusa: l'Immacolata e la Madonna
del Rosario. All'interno, il dipinto Gesù consegna le chiavi a San
Pietro, è attribuito ad Alonso Rodriguez, pittore messinese del Cinque
- Seicento; la Madonna col Bambino è della scuola dei Gagini, un
coro ligneo intagliato risale al '600. Può sorprendere un poco che
il campanile della chiesa si trovi sull'altro lato della piazza: era un'antica
torre medievale.
Il Parco dei Nebrodi
I Monti Nebrodi, assieme alle Madonie ad ovest ed ai Peloritani ad est, costituiscono l'Appennino siculo. Essi si affacciano, a nord, direttamente sul Mar Tirreno, mentre il loro limite meridionale è segnato dall'Etna, in particolare dal fiume Alcantara e dall'alto corso del Simeto. Gli elementi principali che più fortemente caratterizzano il paesaggio naturale dei Nebrodi sono la dissimmetria dei vari versanti, la diversità di modellazione dei rilievi, la ricchissima vegetazione e gli ambienti umidi. Connotazione essenziale dell'andamento orografico è la dolcezza dei rilievi, dovuta alla presenza di estesi banchi di rocce argilloso-arenacee: le cime, che raggiungono con Monte Soro la quota massima di 1847 metri s.l.m., hanno fianchi arrotondati e si aprono in ampie vallate solcate da numerose fiumare che sfociano nel Mar Tirreno. Ove, però, predominano i calcari, il paesaggio assume aspetti dolomitici, con profili irregolari e forme aspre e fessurate. E' questo il caso del Monte San Fratello e, soprattutto, delle Rocche del Crasto (1315 metri s.l.m.). Importante, infine, sottolineare il diffuso processo di progressivo acculturamento del territorio del parco che ha portato, durante i secoli, ad una trasformazione dei Nebrodi da paesaggio naturale in paesaggio culturale.
La Fiumara d'Arte
Questo
singolare progetto, una sorta di museo di scultura contemporanea all'aperto,
rappresenta contemporaneamente la valorizzazione di una zona naturale attraverso
la simbiosi di arte e natura, e la possibilità di scoprire ed assaporare
alcuni luoghi nascosti e poco conosciuti. Un itinerario che si svolge in
parte lungo la costa, ma soprattutto nell'entroterra, attraverso le foreste
ai confini tra i Nebrodi e le Madonie. Un progetto che, partito qualche
anno fa e tuttora in evoluzione, ha visto e vede impegnati artisti contemporanei
sia italiani che stranieri.
Si può partire da Santo Stefano di Camastra, e seguire il litorale.
Sulla destra, sulla spiaggia appare la prima di queste gigantesche opere:
il Monumento ad un poeta morto (Tano Festa), una sorta di finestra sul mare
e sull'infinito, blu come i due elementi (mare e cielo) che la circondano.
Poco dopo, un piccolo ponte segna il passaggio del fiume Tusa. Lì,
nel mezzo del letto quasi sempre asciutto, la seconda opera: La materia
poteva non esserci (Pietro Consagra), una sorta di linea complessa che si
sviluppa su due piani, uno bianco ed uno nero.
Seguire
il corso del fiume, lungo la strada che si diparte appena prima del ponte,
in direzione Pettineo. Ci si inoltra nei Nebrodi, lungo un percorso in salita
che offre belle viste. Scompare la presenza dell'uomo e ci si immerge nella
natura. Lungo i lati della strada incombono le figure contorte degli ulivi,
come anime sofferenti ed imprigionate, poi il paesaggio si fa color del
sole grazie ai cespugli di ginestra. Superato Pettineo, abbarbicato sulla
cima di una collinetta, appare una curva gettata alle spalle del vento (Paolo
Schiavocampo), immersa nel silenzio.
Si giunge in vista di Castel di Lucio ed un cartello sulla sinistra indica
Arianna (Italo Lanfredini) che sorge isolata su un colle (ad una curva a
gomito che piega a sinistra, continuare diritto), un labirinto di pietra
spazzato dal vento e circondato dai monti che offrono un bel panorama.
Di ritorno sulla strada principale si continua lungo la strada serpeggiante
verso Mistretta, fino a giungere in vista di una delle ultime creazioni,
il Muro di ceramica, opera di quaranta artisti.
Oltre Mistretta, voltare in direzione di Motta d'Affermo dove l'onda blu
di Energia mediterranea (Antonio Di Palma) domina il paesaggio.
Le isole Eolie
VULCANO
Si presenta avvolta nei sulfurei vapori incessantemente soffiati da quella
terra emersa dagli abissi.
Diventata un'esclusiva stazione termale e balneare vanta suggestive spiagge
di spiagge nere e su questi lidi la terra fuma e l'acqua del mare bolle
per effetto delle fumarole sottomarine.
ALICUDI
E' la più selvaggia e spartana delle Eolie. Chi sbarca su quest'isola
trova silenzio, ampi orizzonti e mare; ogni simbolo della vita moderna
è lontano; le case, in stile eoliano, sono parallelepipedi bianchi
con ampie terrazze rivolte a sud-est; auto e moto non possono circolare,
sono gli asini l'unico mezzo di trasporto.
FILICUDI
Un'oasi di natura incontaminata, di piccoli centri abitati, poche case
sparse ed i resti di un villaggio Neolitico.Quando il vento Scirocco lo
permette ci si può avventurare all'interno delle grotte o immergersi
nei colorati fondali attorno alla colonna di lava che spunta dal mare,
ritta come una spada per 71 metri.
SALINA
E' il regno della natura e la sua superfice è interamente occupata
da due montagne gemelle, tra le loro cime e le falde si dipanano chilometri
e chilometri di sentieri da cui si scopre tutta la bellezza di questa
piccola isola eppure generosissima di doni naturali tra cui la rinomata
Malvasia e l'Olio pregiato.
PANAREA
E' la regina della notte. Barche a Vela e Yacht in movimento tra i selvaggi
scogli di Basiluzzo e Lisca Bianca, al tramonto orientano la prua in direzione
di Panarea per essere puntuali al rito dell'aperitivo: sono la sua mondanità,
la sua esclusività ed i suoi locali ad attirare i Vip.
All'imbrunire si illuminano terrazze, si accendono le candele sui tavoli
di romantici ristoranti e la musica fa ballare fino all'alba.
STROMBOLI
Il suo vulcano è grande, straordinario, uno dei più attivi
sulla terra e la natura dà spettacolo continuo di fuochi d'artificio.
Però la vita sull'sola scorre tranquilla e ci si rilassa sulle
spiagge di Svori e ci si abbaglia della sua incantevole luce mediterranea.
A due miglia Strombollicchio un curioso e solitario faraglione di roccia
basaltica.
LIPARI
E' la più grande delle Isole Eolie, è stata modellata dei
millenni da ben dodici vulcani e la sua natura vulcanica si ammira dalle
rocce rosse e dalla vasta colata di Pomice nella costa nord-orientale.
Splendide testimonianze del passato emergono dai fondali attorno a Lipari,
tanti relitti soprattutto di età romana, ma anche la fauna marina
con i Coralli neri e le attinie equine attirano gli appassionati di immersioni.